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Indagare nuovi orizzonti

L’esperienza della Scuola Normale con il design system .italia

28 Nov, 2025

Ho partecipato alla community call di Designers Italia per raccontare come la Scuola Normale Superiore sta adottando il design system .italia nei suoi servizi digitali.

Il 19 novembre ho avuto il piacere di partecipare come relatore a una community call organizzata dal team di Designers Italia, insieme a Regione Lombardia. È stata l’occasione per raccontare pubblicamente un pezzo del percorso che alla Scuola Normale Superiore stiamo facendo da tempo: usare in modo sistematico il design system .italia e le risorse di Designers Italia per ripensare siti e servizi digitali.

Designers Italia e il design system .italia in breve

Per chi non lo conosce  Designers Italia è il progetto nazionale che aiuta le PA a progettare servizi digitali più semplici, accessibili e coerenti.

Il design system .italia è la “cassetta degli attrezzi” visiva e interattiva: componenti, pattern, linee guida per fare siti e applicazioni che si comportano e si presentano in modo coerente in tutta la PA.
Accanto al design system ci sono le risorse generali (linee guida di design, manuali operativi, kit per la ricerca con gli utenti, materiali per la scrittura dei contenuti, ecc.). Sono quelle che ti spiegano come impostare un progetto: dalla ricerca con le persone, alla progettazione delle interfacce, fino ai test di usabilità e alla misurazione dei risultati.

Nella community call si è parlato proprio di questo: non solo di “belle interfacce”, ma di come gli enti pubblici stanno portando metodo e strumenti dentro i propri processi.

Perché la Scuola Normale è arrivata al design system del Paese

Alla Normale ci siamo avvicinati a Designers Italia per un motivo molto concreto: abbiamo tanti progetti digitali da mandare avanti,  siti web, portali tematici, servizi per studenti e personale e il rischio di creare esperienze frammentate era alto.

Ci siamo quindi posti alcune domande molto pratiche:

  • Come garantire che i nostri siti siano accessibili, non solo “a norma”?
  • Come evitare di reinventare ogni volta pattern e interfacce?
  • Come dare coerenza all’ecosistema digitale, pur lasciando spazio alle specificità dei singoli servizi?La risposta che abbiamo trovato è stata: adottare il design system .italia non come vincolo esterno, ma come base comune su cui costruire.

La community call

Nel mio intervento durante la community call ho provato a sintetizzare il nostro percorso recente attorno a tre idee chiave.

Usare le risorse di Designers Italia lungo tutto il ciclo di vita

Per noi il design system è arrivato dopo aver abbracciato il metodo.

Nella fase di ricerca ci siamo fatti guidare da strumenti come le schede per le interviste, le indicazioni su privacy e consenso, i canvas per mappare attori e bisogni.
In progettazione abbiamo usato i pattern e i componenti del design system per costruire wireframe e prototipi, usando microcopy, layout e interazioni già pensati per la PA.
In sviluppo abbiamo lavorato con i fornitori chiedendo fin da subito il rispetto del design system .italia, l’uso di componenti standard e il controllo sistematico dell’accessibilità.
In rilascio e riuso abbiamo cercato di non chiuderci in soluzioni “su misura”, ma di contribuire – dove possibile – all’ecosistema, ad esempio con un tema WordPress orientato al riuso.
Questo approccio ha reso il design system qualcosa di vivo, non un PDF da citare in un capitolato.

Dal capitolato alla pratica quotidiana

Un punto che ho voluto sottolineare durante la call è stato il passaggio dai principi astratti ai requisiti verificabili.

Per esempio  nei rapporti con i fornitori:

  • abbiamo tradotto i fondamenti di Designers Italia in requisiti chiari (accessibilità, responsive design, uso di componenti standard, gestione degli stati di errore, ecc.);
  • abbiamo chiesto check tecnici su temi come aggiornamento delle dipendenze, gestione del tema, versionamento del codice;
  • abbiamo scritto capitolati che non si limitano a dire “seguire il design system .italia”, ma spiegano come e dove deve essere applicato.

Questo ha reso il dialogo con i partner più concreto: meno “gusti grafici”, più criteri condivisi.

Adattamento locale senza perdere coerenza

Un altro tema della community call era l’equilibrio tra coerenza nazionale e adattamento locale.

Nel nostro caso, ad esempio:

  • abbiamo usato i design token del sistema (colori, spaziature, tipografia) come base, introducendo alcune personalizzazioni controllate per rispecchiare l’identità della Normale;
  • abbiamo mantenuto header, footer e navigazione coerenti con .italia, lavorando sulle aree di contenuto per raccontare le specificità dei nostri servizi digitali;
  • abbiamo cercato di costruire un “linguaggio visivo” che, a colpo d’occhio, faccia percepire all’utente di essere sempre nello stesso ecosistema, anche se il sito o il servizio cambia.

La sfida è stata, e continua a essere,  far dialogare design system e cultura organizzativa interna, senza che uno schiacci l’altra.

Cosa mi porto a casa dalla community call

Partecipare a un evento così, dalla parte di chi racconta il proprio caso, è utile per almeno tre motivi:

  • Mettere ordine alle idee: Preparare l’intervento mi ha aiutato a riguardare con calma cosa abbiamo fatto alla Normale: scelte buone, errori, compromessi. Una pausa di riflessione che di solito non ci prendiamo.
  • Scoprire che non siamo soli: Sentire l’esperienza di Regione Lombardia è stato rassicurante: contesti diversi, stessi dubbi su governance, scalabilità, coerenza dei servizi e rapporto con i fornitori.
  • Sentirsi parte di una comunità: Designers Italia non è solo un sito da cui scaricare risorse, ma un gruppo di persone che progettano, sperimentano e condividono. Portare la voce della Normale lì dentro, e ascoltare gli altri, fa capire quanto il digitale pubblico sia davvero un lavoro di squadra.

Il messaggio, in fondo, è questo usare il design system del Paese non è solo “stare alle regole”, è un modo concreto per migliorare l’esperienza delle persone.

Non serve rivoluzionare tutto subito: si può iniziare da un progetto pilota, da un nuovo portale, o dal restyling di un servizio esistente. L’importante è smettere di vedere il design system come un limite e iniziare a usarlo come un alleato.

Se sei interessato vai a vedere il video della community call


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