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Tecnologia, creatività e innovazione

Mi chiamo Michele Fiaschi e da oltre 20 anni mi occupo di trasformazione digitale, progettando e gestendo sistemi IT per la didattica, la ricerca e l’amministrazione della Scuola Normale Superiore. Negli anni ho avuto modo di lavorare con tecnologie come l’intelligenza artificiale, la blockchain e altri strumenti emergenti, sempre con l’obiettivo di creare soluzioni sicure, innovative e sostenibili.

Mi piace esplorare tutto ciò che riguarda l’IA generativa: dalle applicazioni pratiche nel lavoro quotidiano, fino alle sue potenzialità creative.

Credo davvero che la tecnologia possa rendere migliori le nostre esperienze, semplificare i processi e dare nuova vita alle storie che raccontiamo. Se ti incuriosisce questo mondo, sei nel posto giusto!

IA strumentale

Come possiamo usare l’intelligenza artificiale generativa per lavorare meglio, imparare di più e creare contenuti in modo più efficace? In questa sezione esploro strumenti, pratiche e scenari d’uso dell’IA nella produttività e nella formazione.

IA creativa

Cosa succede quando l’intelligenza artificiale incontra l’immaginazione? In questa sezione esploro le potenzialità dell’IA generativa come strumento per la creazione artistica: dalle immagini alla scrittura, dai testi teatrali a nuove forme di narrazione.

“L’IA generativa è una delle tecnologie più entusiasmanti e potenti del nostro tempo, ma presenta anche nuove sfide e rischi che dobbiamo affrontare in modo ponderato e proattivo.”

Sam Altman, CEO di OpenAI

rappresentazione grafica in stile illustrazione del progetto dialoghi al buio, un uomo che guarda il suo avatar digitale
Dal prompt al palco: Dialoghi al buio e i limiti di un testo teatrale generato dall’AI

Dal prompt al palco: Dialoghi al buio e i limiti di un testo teatrale generato dall’AI

Il 26 ottobre, al Teatro Garibaldi di Palermo, abbiamo portato in scena la versione integrale di Dialoghi al buio: un monologo nato da un testo generato con l’IA e poi costruito in sala prove. Dopo l’anteprima a Collinarea 2025 e mesi di lavoro con l’agente GPT “Kairos”, abbiamo capito una cosa: il pubblico ha percepito un dialogo uomo-IA, mentre noi cercavamo un dialogo interiore.

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