Scoprire, capire, sperimentare. Con consapevolezza.
Da queste premesse nasce una nuova rubrica che dedicherò nei prossimi mesi all’intelligenza artificiale generativa (GenAI) e al suo possibile utilizzo nei processi amministrativi dell’università.
Negli ultimi anni, l’intelligenza artificiale ha smesso di essere un tema riservato alla ricerca informatica o agli scenari futuribili. Oggi strumenti basati su GenAI – come ChatGPT, Copilot, Gemini, solo per citarne alcuni – stanno entrando rapidamente nella vita quotidiana di milioni di persone. E sempre più spesso, anche in quella delle organizzazioni pubbliche.
Ma come può questa tecnologia innovativa trovare spazio nel lavoro di chi, ogni giorno, gestisce procedure, documenti, servizi, comunicazioni e numeri all’interno delle amministrazioni universitarie?
È possibile e auspicabile che l’intelligenza artificiale generativa diventi una risorsa utile per chi lavora negli uffici amministrativi, non solo per chi fa ricerca? Io credo di sì, a patto che venga adottata con spirito critico, attenzione alla sicurezza e pieno rispetto delle norme sulla privacy.
Una rubrica per orientarsi
Questa serie di articoli nasce proprio con l’obiettivo di offrire spunti pratici, esempi concreti e riflessioni operative su come gli strumenti di GenAI possono supportare il lavoro della pubblica amministrazione universitaria: dalla segreteria studenti alla contabilità, dall’ufficio ricerca al protocollo, passando per la comunicazione e l’ufficio acquisti.
Ogni due settimane pubblicherò un nuovo contributo che affronterà un ambito diverso, senza dare nulla per scontato, con un linguaggio divulgativo ma rigoroso. Gli articoli sono pensati per chi magari ha sentito parlare di questi strumenti ma non ha ancora avuto tempo (o occasione) per sperimentarli, e vuole capire se davvero possono portare valore al proprio lavoro quotidiano.
Ciascun articolo sarà autonomo, così da poter essere letto anche singolarmente, ma insieme costruiranno una panoramica completa e concreta del potenziale della GenAI nella PA universitaria.
Tecnologia, persone, consapevolezza
Non parleremo solo di strumenti. Ogni intervento cercherà anche di chiarire i limiti, i rischi e le attenzioni necessarie: la gestione dei dati personali, l’affidabilità delle risposte, la necessità di mantenere sempre un controllo umano sui processi automatizzati. L’AI può semplificare il nostro lavoro, ma non può sostituirne il senso. E soprattutto, non può violare i principi che guidano l’azione amministrativa: legalità, trasparenza, equità.
Per questo, l’obiettivo di questa rubrica non è “insegnare a usare ChatGPT” ma piuttosto immaginare e costruire scenari d’uso credibili, efficaci e sostenibili, al servizio del lavoro pubblico e del bene comune.
Dove leggerla
Ogni articolo sarà pubblicato qui, sul mio blog personale www.michelefiaschi.it, e lanciato anche attraverso il mio canale LinkedIn.
Spero che questa rubrica possa essere utile, stimolante, e magari anche un piccolo punto di partenza per confrontarsi e sperimentare insieme.
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